Sunday

This girl is not running to catch the bus, but just running. Jo told me years ago that you don’t have to run for the bus in Florence, because they are so frequent.

Domenica

Questa ragazza non sta correndo per prendere l’autobus. Infatti, a Firenze sono così frequenti che non c’è bisogno di correre!

bus

The line we take  into the center of town goes right along the Arno, and I kept admiring a green cupola in the mid distance.

La linea per andare in centro passa proprio qui, lungo l’Arno, e continuavo ad ammirare una cupola verde dietro la Torre della Zecca Vecchia.

sinagog

You can see it in this further shot of the Torre della Zecca Vecchia. It is the cupola of the Synagogue, which can be visited on a Sunday.

Si tratta della cupola della sinagoga ebraica, che si può visitare la domenica.

sinsgogue

We walked over, checked our bags at the entrance and spent nearly an hour there. It was a bit on the dark side and the museum tags were hard to read and ill-placed. A pity, because I would have liked to have learned more about the things on display.

Ci siamo andate a piede, consegnato le borse, e entrate ad ammirare la bella architettura, purtroppo un po’ buia, come erano anche le bacheche con le esposizioni.

sinsgoga

Coming out, Jo wisely got us a taxi to another place that is open on Sundays: a Thai street food restaurant, where we livened up with some tasty food. (which is not this, by the way)

Uscite di la, Jo ha avuto la buona idea di prendere un tassi per andare in un altro posto aperto la domenica: un piccolo ristorante Thai “street food” per rendere la nostra giornata più saporita. (non è questo nella foto.)

coste

Monday:Back down town the next afternoon. As we walked toward Palazzo Strozzi, I caught sight of my old friend the cupola of Santa Maria del Fiore, peeking over the roof tops.

Lunedì  Ritorno in centro, questa volta attraversando verso Palazzo Strozzi. Il mio sguardo (al solito, in giro e non dove metto i piedi) è andato sul mio “vecchio amico”: il duomo, che sbirciava al di sopra dei tetti.

welcome

We visited the great exhibition from the Guggenheim collections, which I kept calling “From Klee to Polansky”

Continuavo a chiamare la grande collezione dei Guggenheim “da Klee a Polansky” era un po’ diverso.

mostra

I enjoyed it more than Jo, who prefers the pre-Raphaelites, mentioned in this note outside the historic Brethren Church on Via della Vigna, just across from the exit from il Bargello. More about that later.

E’ piaciuto più a me che a Jo, che preferisce i Preraffaelliti. Qui menzionati nella targa fuori della storica chiesa dei Fratelli, di fronte all’uscita del Bargello.

fratelli

The walk back towards the Duomo in the afternoon sun gave us a great view of the fabric itself.

Tornando verso piazza del Duomo, siamo state abbagliate dalla vista di tutta la fabbrica.

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As is my wont (looking around me more than where my feet are going) I looked back and saw the same sight behind us! It was a very large mirror on the back of a truck, which made for some interesting photos.

Mi giro, tanto per vedere cosa c’è dietro, e non lo vedo di nuovo alla spalle? Si trattava di un enorme specchio su un camioncino. Ottimo per fare fotografie un po’ diverse dalle solite.

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I kept my promise

See? I’m back in Florence!

fotobyjo (5) - CopiaOgni prosmessa è debito: sono tornata a Firenze!

On April 15, we celebrated our anniversary

anniversary

Ho fatto giusto in tempo a festeggiare il nostro 59° anniversario,

And I left the next morning for Cortona with Jo, where she celebrated a child-welcoming,

celebra

e sono partita con Jo per Cortona, dove lei doveva celebrare un “benvenuto al bambino”.

We walked around the town and had Ribollita and bruschetta for lunch.cortona (2)

Abbiamo camminato lungo le stradine del paese e mangiato un ribollito e bruschetta in piazza.

How fortunate to be greeted with amazing street music by Margherita Fort (whom I had already met in Torremozza) and Tomoharu Pena on handpans, sax and digeridoo.

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Quale fortuna incontrare Margherita Fort, che avevo già conosciuta a Torremozza, e Tomoharu Pena , due bravi suonatori di handpans, digeridoo, e sax. Ho anche comprato il loro disco, molto bello.

A pleasant drive across that part of Tuscany (that is lake Trasimeno in the background

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Un bel viaggetto attraverso la bella Toscana,

and home to have a laugh at the antics of  Catilina and Gatillio. )cats (2)cats (1)

e poi a casa, dove ci aspettavano Catilina e Gattilio.

Just as evening fell, with that beautiful sky behind the ancient tower of San Miniato, which you can see from the front windows.sera

Mentre cadeva la sera, con la torre di San Miniato in bella vista dalle finestre del salotto.

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Our 59th Wedding Anniversary!

And this is a bed spread, made with old umbrellas!

008e questo è un copri-letto fatto con vecchi ombrelli!

And this is a bubble baby blanket!

001e questa è una copertina per neonata!

And these are the shells of sea urchins!

IMG_4238e questi sono i gusci di ricci di mare!

 

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Can you guess what

I’m celebrating with this string of umbrella flags?

011 Indovini indovinelli: cosa farò con questi ombrelli?

What I’m getting myself into?

010 Cosa dovrò fare con tutta questa stoffa?

What in nature has such beautiful pastel colors?

IMG_4238 Questi sono i colori naturali di……

Anwers tomorrow                        Le risposte domani

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ART

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How many of the people standing at the bus stop look across the Arno to the Campanile? I suppose you can get used to living in such a beautiful city! Just stop to ask yourself: who made all this, and made it to last all these centuries? In the guides, you’ll find the names of the many famous artists, but not those of the hundreds of artisans sculpting wood and stone to their designs.

Quante persone alla fermata dell’autobus han guardato oltre l’Arno per ammirare il campanile di Giotto che svetta sulla città? Forse ci si abitua, e non ci si ferma per domandare: chi è che ha fatto tutto questo, in modo così perfetto e così duraturo? Nelle guide turistiche troverete i nomi dei tanti artisti famosi di quel epoca, ma non dei centinai di artigiani nelle loro botteghe che scolpivano legno o pietra.

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And still today there are artisans repairing and replacing various parts that need it. We only could get a picture through the window, but I was glad to see the Bottega dell’Opera del Duomo.

Ancora oggi ci sono artigiani che rimpiazzano e riparano ciò che necessita, nella Bottega dell’Opera del Duomo. Abbiamo potuto fotografare solo attraverso il vetro; sarebbe stato interessante entrare.

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In the recently restored Museum of the cathedral fabric, there is all kinds of information about how, in particular. the egg-shaped cupola was raised, and a large display of the actual tools that were used. Like these wooden pulleys in the campanile, still good as new.

Nell Museo del Duomo, recentemente restaurato, c’è una parte importante dedicata alla cupola e la sua costruzione, con anche una grande vetrina degli arnesi dell’epoca, ancora capaci di funzionare, come questa carrucola, nel campanile.

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The museums in Florence are full of strange people who examine things carefully  with a fellow dragon looking on!

I musei fiorentini sono pieni di gente strana che esamina le esposizioni, magari con un altro drago che osserva.

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This was in the Bardini museum, as are these guilt frames.

Questo nel Museo Bardini, come anche queste cornici dorate.

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Since any work of art gains by being framed, here are some of my own choice.

Siccome qualsiasi opera d’arte ci guadagna se viene incorniciata, ecco qualcuna delle mie scelte.

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So, having conquered the Giotto campanile, the next trip will be dedicated to Palazzo Vecchio! That’s a promise.

Perciò. Avendo conquistato il Campanile di Giotto, la prossima visita sarà dedicate a Palazzo Vecchio. E’ una promessa.

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GIOTTO’S BELL TOWER

IL CAMPANILE DI GIOTTO

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Get a good look at this famous bell tower. You can see that the distance from the  ground to first mullioned windows is about the same as the distance from the level of the three-mullioned windows to the terrace, but the first feels harder to climb, because the narrow stone steps are inside the double walls of the tower.

Date un’occhiata a questa foto per rendervi conto che salire fino alla terrazza non è uno scherzo. La prima parte, tutta all’interno delle mura e senza passamano, è la più lunga e impressionante.

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You can just see, on the right side, two of the small embrasures that give some light and air to the stairs, and can get an idea of how they gradually go upwards, round the corner inside the end blocks, again upwards, and so forth. And there is no room for hand rails to help pull you up. On my “curled up legs”?  The cat and TLC therapy at Jo’s house must have done me good, because at home I could hardly get up the 18 steps to our house!

Sulla destra si scorgono due delle feritoie che danno un po’ di luce e aria alla scala, che diventa a chiocciola intorno alle strutture laterali. E io dovevo fare uno sforzo simile, sulle mie gambe “attorcigliate”? E  pensare che non poteva quasi fare i 18 gradini per arrivare al nostro portone! Eppure…la voglia c’era, e tanta.

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Seemed like I would never see the light again, but there was some light ahead, and behold, we had made it up to the first level. And looked up, and up.

Finalmente, siamo arrivate al primo livello! Impressionante guardare in alto!

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Here’s a photo to prove you can look straight across to the beautiful colored marble of the cathedral.

come si vedono bene i bei colori del Duomo da qui!

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Do you think that was the end of it? By no means! We started climbing again. Not quite such a long way, so on up we went to the third level, where the three-mullioned windows soared above us. Impossible to believe they take the place of solid walls: the marvels of architecture. Wire meshing all around, not beautiful, but safe. And you look right across at the cupola.

Le rampe non erano così lunghe fino al secondo e al terzo livello, dove si ammirano i trifori e ci si chiede come fanno a sostenere il peso di tutto quello che c’è sopra ancora.La rete non era bella, ma più sicura con le folle che vanno e vengono. Eravamo ormai all’altezza della cupola di Brunelleschi: che meraviglia.

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What about the size of  this bell? There were huge pulleys in the floor, but no bells hung on them that I could see.

Non vedevo campane appese, anche se c’erano enormi carrucole.

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Looking straight down to where we had started climbing! Wow!

Che impressione guardare in giù.

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This is a great view of the final part of the marvelous bell tower, but I surely can’t figure out where I was standing to take it! Any suggestions?

Non capisco da dove ho potuto fare questa foto: suggerimenti?

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What happened next was that we climbed up there: have another look at that first photo and you can tell there are no walls to put stairs in between. The steps can only wind up inside the corner structure: something like a corkscrew, and is it ever long! I was not puffing, but my knees were about to give out. A lot of will-power, some stubbornness, and the help of my leather-gloved hands on the walls did the trick.Jo was waiting for me to conquer the last of the 414 steps and snapped this picture, as proof. She said I looked triumphant (I was: sort of an existential experience of freedom from old baggage) and that people were admiring me.

Ed eccomi che arrivo finalmente alla terrazza, dopo 414 gradini! Trionfante, a dire poco. Ebbene, per me era la prova che potevo superare tanti problemi e godermi la vita alla bella età di 79 ½ anni!

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Here we are together with the cupola right at our back. And far-away snow in the background.

Eccomi con Jo, con la cupola in sottofondo,  Era una splendida giornata e si vedevano le montagne coperte di neve in lontananza. Meravigliosa.

One problem remained: getting back down again. Anyone who has gone mountain hiking knows it is as bad as going up. The poor knees…helped by a hand on each wall, so that my arm muscles were as sore as my calves for a few days. It was not easy to pass people coming up, but we were fortunate in meeting a courteous group of French youth who somehow got toe-holds on the tiny tip of the fan-shaped steps going around the corner, so we could descend without falling on our faces.So, with that, we had used our Museum tickets for exactly the 48 hours allowed on them, and I, at least, feel like the fabric of Maria del Fiore is an old friend.

Rimaneva un piccolo inconveniente: bisognava scendere! Chi va in montagna sa bene che scendere è quasi peggio che salire, povere ginocchia. Per non parlare della gente che saliva in quella strettoia. Abbiamo incontrato un gruppo di giovani francese, che, cortesemente e con maestria si aggrappavano alla punta piccolina della scala a chiocciola per lasciare a noi la parte più larghetta. Altrimenti, saremmo cadute di sicuro. Io avevo i guanti di pelle addosso e mi aiutavo poggiando le mani ai due lati della scala. Infatti ho avuto dolori ai muscoli delle braccia per qualche giorno, quanto alle gambe. Che sollievo uscire di nuovo all’aperto. Con questa salite, avevamo sfruttato ben le 48 ore della validità dei biglietti per il Museo dell’opera del Duomo, che è già una meraviglia in sé. E io, almeno, sentivo tutta l’opera del Duomo come “amica”.

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Jo hurried off to an appointment,  but I was free to walk slowly and carefully to the Giubbe Rosse and sit for awhile over cappuccino, cantuccini and the International Times.

Jo aveva un appuntamento, ma io ero libera di camminare molto cautamente fino alle Giubbe Rosse, sedermi al tavolino a riposare, leggere il giornale in inglese, e godermi un cappuccino e due cantuccini. 

 

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Baptistery of Saint John

Battistero di San Giovanni

Piazza San Giovanni: veduta del Battistero, lato Est.

Piazza San Giovanni: veduta del Battistero, lato Est.

The excellent leaflet on hand in the Baptistery, which describes the entire fabric of the Cathedral of Santa Maria del Fiore, the Museum, the bell tower, and so forth, underlines the desire of the government and curia of Florence, way back at the end of the thirteenth century, to edify a church which would express their faith in a God who was “with the people”: “He shall live among them and they will be his people and He will be their God” (Revelations 1:3

L’eccellente dépliant offerto al visitatore, che descrive e da informazione su tutta l’opera del Duomo, compreso museo, battistero, campanile, etc. mette l’accento sul desiderio del comune di Firenze e della sua curia, già nel lontano fine XIII secolo, di edificare una chiesa che esprimesse la fede biblica in “un Dio solidale con gli uomini: “Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo e Egli sarà il Dio-con-loro” (Apoc. 1:3)

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What better symbol of “God with us” than this beautiful wooden statue (at the Bardini museum) of the Annunciation. This young woman’s face and stance seem to cry out: “Why me?” After all, accepting to bear a child exposed her to opprobrium and even lapidating.  If you look closely, you can see that Mary has been reading  a book. In nearly all the art representing the annunciation, Mary is reading! I take this to mean that she was familiar with the Hebrew Scriptures and awaited the promised Messiah, “whose name shall be called Emmanuel: God with us”. Only that faith could uphold her in such a tremendous calling.

Quale simbolo migliore del “Dio con noi” di questa bellissima statua lignea di Maria fanciulla che riceve, e accetta con molta titubanza, un compito che la esponeva alla lapidazione e l’obbrobrio? (Andate a vederla nel Museo Bardini.) Il suo viso e il suo atteggiamento sembrano dire: perché proprio a me si chiede tanto? Ma, guardate bene, che, come molte rappresentazioni dell’annunciazione, Maria ha un libro, anche se l’ha chiuso per il momento. Penso che questo fatto che ella legga stia per simboleggiare la sua fede ebraica nella Parola di Dio. Solo questa fede poteva sorreggerla mentre gestiva l’Emmanule.

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As I stepped into the Baptistery, I looked up at the dome, covered in bright mosaics, and felt like I had stepped into the cathedral in Monreale, near Palermo. Not only the figure of Christ, but the whole story of salvation were so similar to the ones we often went to admire when we lived in Sicily. As the leaflet said: “The magnificent cupola shows the Byzantine  influence in central Italy.” Just another example of how culture knew no boundaries, in spite of travel being such a difficult thing we can hardly imagine.

Appena entrata dentro il Battistero, e alzato gli occhi verso la sua cupola, mi è venuta da pensare al duomo di Monreale, presso Palermo! E tutto intorno la storia biblica in mosaici, proprio come quelli familiare a me tanti anni fa! Ecco le parole del dépliant: “La sontuosa cupola evidenzia l’influsso bizantino nell’Italia centrale.” Già! Ennesimo esempio di come la cultura non era confinata neppure in quei tempi di viaggi non facili come quelli che pretendiamo noi, oggi.

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Again quoting the leaflet:“The focal point of this religious experience (the affirmation that “In Christ was life and the life was the light of men” (John 1:4) is the area under the cupola. Both the cupola and the choir are intended, in their octagonal shape, to underline the symbolism of the Baptistery, whose octagonal form symbolizes the “eighth day”; the time of the risen Christ, away and beyond our seven-day week. An “eighth day” without a sunset. Proclaiming our Christian hope in the resurrection of the dead  must have been particularly eloquent when the building was still surrounded by a cemetery.”

Cito di nuovo il dépliant.“Il punto culminante di questo percorso religioso (l’affermazione che in Cristo era la vita e la vita era la luce degli uomini. (Giov. 1 / 4) è l’area sotto la cupola. Sia la cupola sia il coro sono intesi, nella loro forma ottagonale, a reiterare il simbolismo del Battistero. Il quale nella forma ottagonale simboleggia l’Octava dies,  “l’ottavo giorno” il tempo del Cristo risorto, fuori dal nostro tempo, scandito in unità di sette giorni. Un “ottavo giorno” senza tramonto. La speranza cristiana nella resurrezione dei morti doveva rivestire particolare eloquenza quando la struttura era ancora circondata da un cimitero.”

With this, I wish you all a blessed Easter! And mention that the above photograph can only be taken if you actually climb up the Giotto bell tower!

Con questo, vi auguro una Pasqua benedetta, e menziono che, per fare questa foto, bisognava SALIRE sul campanile di Giotto!

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